Massimo Bessone

Ex Assessore provinciale all'Edilizia pubblica, Patrimonio, Libro fondiario e Catasto

Politica

Roberto Calderoli candidato in Alto Adige? Quando non si impara mai dagli errori del passato: il centrodestra insiste sulle candidature “calate dall’alto”!

Dai mass media apprendo di una possibile candidatura di Roberto Calderoli nel collegio uninominale in Alto Adige. La stessa, per quanto si tratti di una figura politica autorevole e capace, rappresenta a mio avviso una vera e propria follia politica.

Ancora una volta, assistiamo all’ennesima dimostrazione di come i vertici nazionali — ma ancora di più quelli locali — non riescano o non vogliano imparare nulla dagli errori del passato. La storia recente parla chiaro e ci ha già offerto una lezione durissima con il precedente di Maurizio Bosatra, fortemente voluto proprio da Calderoli. Quella scelta — correva l’anno 2022 — si è rivelata disastrosa: non solo Bosatra ha contribuito a disgregare la Lega locale con i suoi metodi, ma si è egoisticamente candidato alle elezioni nazionali perdendo un seggio già ampiamente conquistato. Ha così tolto la possibilità al centrodestra altoatesino di avere un proprio rappresentante. Sarebbe bastato candidare un esponente locale. Si pensi che io stesso, cinque anni prima, nel 2018 — pur con un centrodestra più debole e partendo da quasi sconosciuto, ma con il lavoro sul campo — avevo ottenuto oltre mille preferenze in più di Bosatra: voti che sarebbero stati sufficienti a vincere nel 2022 e con cui fui sconfitto unicamente perché allora PD e SVP erano alleate.

Le logiche calate dall’alto e i personalismi imposti dalle segreterie romane – in Alto Adige – hanno distrutto un patrimonio politico straordinario. E la stessa identica mano di Milano ha rovinato anche le elezioni provinciali del 2023 in Alto Adige. Sempre con queste candidature calate dall’alto, con la pretesa di imporre gli amici, hanno finito per sacrificare i leader storici della Lega — chi aveva sempre lavorato sul campo e fatto crescere il partito — per puntare su una persona neanche tesserata che, dopo pochi mesi, ha abbandonato tutti e se n’è andata, togliendo un posto in Consiglio provinciale alla Lega.

In certi partiti, in determinate teste, non si fa mai tesoro di nulla: purtroppo ci sono leader locali più improntati ad arruffianarsi i capi nazionali che a pensare al popolo, alla gente, agli altoatesini! Probabilmente i leader locali che propongono Calderoli non si sentono abbastanza capaci e responsabili per poter rappresentare un territorio.

Le persone che vengono candidate da fuori non sono mai accettate in alcun territorio, figuriamoci in una provincia autonoma e complessa come l’Alto Adige, che possiede specificità uniche, tradizioni e minoranze da tutelare e rispettare profondamente. Continuare a ignorare questa realtà significa calpestare la dignità degli elettori e degli amministratori locali.

Bisogna finalmente voltare pagina. È indispensabile puntare su gente locale, su persone che vivono il territorio, che conoscono le sue dinamiche e che lavorano quotidianamente per gli altoatesini: di lingua italiana, tedesca e ladina. Non serve una politica fatta di paracadutati che cavalcano il territorio per poi andare a Roma a occuparsi d’altro. Chi ama l’Alto Adige ne rispetta l’identità e ne premia il radicamento.

Che i leader del centrodestra altoatesino facciano tesoro degli errori del passato, la smettano di arruffianarsi i vertici romani e lavorino per gli altoatesini.

Massimo Bessone

Referente del Comitato di Bolzano 308 di Futuro Nazionale

Già Assessore provinciale e Consigliere regionale

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