Massimo Bessone

Ex Assessore provinciale all'Edilizia pubblica, Patrimonio, Libro fondiario e Catasto

Politica

Los von Rom? Stato libero del Sudtirolo?

Un mensile austriaco mi ha chiesto un’intervista al riguardo, ecco la traduzione in italiano:
Alla domanda se il Sudtirolo debba diventare uno Stato indipendente, la mia risposta è un “No” convinto. Non è un rifiuto basato sulla nostalgia, ma una scelta di visione politica: io sono per un Alto Adige federalista, con un’autonomia sempre più forte e dinamica, ma che rimanga parte integrante della Nazione italiana.

​​La mia esperienza nelle istituzioni, come Assessore Provinciale e Consigliere Regionale, e il mio attuale impegno come Consigliere comunale a Vipiteno, mi hanno permesso di toccare con mano la complessità della nostra terra. L’Alto Adige non è una enclave isolata dal mondo, ma un laboratorio unico di convivenza. La nostra Autonomia Speciale non è un privilegio da usare come trampolino verso la secessione, ma uno strumento di gestione che deve garantire benessere a tutti i cittadini, indipendentemente dal gruppo linguistico di appartenenza.

​Ho lavorato e continuerò a lavorare per il gruppo tedesco, italiano e ladino. L’indipendenza, al contrario, rischierebbe di riaccendere vecchie contrapposizioni etniche che decenni di pace sociale hanno faticosamente sopito. Dividere significa indebolire. L’Alto Adige è forte perché è il punto d’incontro tra il mondo germanico e quello latino; recidere il legame con l’Italia significherebbe amputare una parte della nostra identità storica e culturale.

​​Sostenere l’appartenenza all’Italia non significa accettare passivamente il centralismo romano. Con il movimento “Futuro Nazionale”, ispirato dalla visione di Roberto Vannacci, promuoviamo un’idea di Stato che valorizzi le identità locali all’interno di una sovranità nazionale forte. Noi vogliamo un federalismo dei fatti: più competenze sul territorio, meno burocrazia e una gestione delle risorse che risponda direttamente ai bisogni di chi vive la montagna.

​L’indipendenza sarebbe un salto nel buio economico e geopolitico. Un piccolo Stato sovrano “Sudtirolo” si troverebbe schiacciato in un’Europa di giganti, costretto a ridiscutere trattati, difesa, moneta e sicurezza. Al contrario, un Alto Adige che esercita pienamente la sua Autonomia dentro l’Italia può continuare a godere dei vantaggi di un sistema fiscale che trattiene sul territorio i 9/10 delle entrate, garantendo servizi d’eccellenza che sono presi a modello in tutto il continente.

​​In conclusione, la strada non è la separazione, ma l’evoluzione. Dobbiamo pretendere che lo Stato italiano rispetti e aggiorni le norme di attuazione della nostra Autonomia, ma dobbiamo farlo con la consapevolezza che il Brennero è il confine naturale e storico d’Italia. La nostra sfida è dimostrare che si può essere profondamente legati alle proprie tradizioni locali e, contemporaneamente, fieri cittadini di una Nazione che ha contribuito a fare la storia del mondo.

​Il futuro dell’Alto Adige non è nel ritorno a micro-confini del passato, ma in un’autonomia responsabile e moderna che faccia da ponte tra Roma, Vienna e Bruxelles, restando però saldamente ancorata alla bandiera tricolore.

Massimo Bessone

Ex Assessore provinciale e Consigliere Regionale

Referente di Futuro Nazionale del Comitato Costituzionale di Bolzano 308 “Futuro Nazionale”

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