Massimo Bessone

Ex Assessore provinciale all'Edilizia pubblica, Patrimonio, Libro fondiario e Catasto

Politica

BOLZANO: ACCOLTELLAMENTO ALL’EX ALIMARKET: SERVONO CONTROLLI VERI, NON SOLTANTO DIVIETI SULLA CARTA

Bolzano, 26 agosto 2026 – L’ennesimo episodio di violenza avvenuto nella notte all’interno dell’ex Alimarket di via Gobetti, culminato con un accoltellamento tra cittadini marocchini e la denuncia di un 31 enne, pone ancora una volta una questione che non può essere elusa: nelle strutture di accoglienza servono controlli effettivi e costanti da parte delle autorità competenti.

A intervenire sulla vicenda è il referente per l’Alto Adige del Comitato Costituente di Futuro Nazionale, già assessore provinciale con delega al patrimonio.

«Conosco bene la struttura dell’ex Alimarket – spiega il referente – perché me ne sono occupato direttamente quando ero assessore al patrimonio, seguendo sia la gestione dell’immobile sia gli interventi di miglioria e adeguamento necessari per renderlo idoneo all’utilizzo».

«Proprio per questo – prosegue – non voglio spostare il problema esclusivamente sulla gestione della struttura. Chi gestisce un centro ha certamente il dovere di vigilare, prevenire situazioni di rischio e segnalare tempestivamente ogni comportamento illecito alle autorità. Ma non può e non deve sostituirsi alle forze dell’ordine. È compito dello Stato garantire che all’interno di queste strutture, come in ogni altro luogo, le leggi vengano rispettate».

«Se è vietato introdurre armi, sostanze stupefacenti o altri oggetti pericolosi, non può essere sufficiente un cartello appeso all’ingresso. Quel divieto deve essere fatto rispettare attraverso controlli concreti. Altrimenti si rischia di trasmettere un messaggio devastante: che le regole esistono, ma che nessuno verifica realmente che vengano rispettate».

Il quadro normativo sulla pubblica sicurezza è chiaro e il porto ingiustificato di armi od oggetti atti ad offendere è soggetto alle disposizioni previste dalla legge. «La domanda è semplice: come è possibile che all’interno di una struttura sottoposta a controllo e destinata all’accoglienza possa circolare una persona armata di coltello? E soprattutto: quali controlli vengono effettuati per evitare che questo accada?».

«Non servono soltanto interventi dopo che il reato è stato commesso. Servono prevenzione e presenza dello Stato. Chiedo quindi che le forze dell’ordine programmino controlli straordinari e mirati all’interno della struttura, anche con interventi a sorpresa e nel rispetto delle procedure previste dalla legge, per verificare concretamente il rispetto delle norme e individuare eventuali situazioni di illegalità».

«Chi vive in queste strutture deve sapere con assoluta chiarezza che le leggi italiane valgono anche lì. Non ci deve essere alcuna percezione di impunità. Se una persona introduce un’arma, detiene droga o commette un reato, deve sapere che sarà sottoposta ai controlli e alle conseguenze previste dalla legge».

«E se l’organico delle forze territoriali non fosse sufficiente a garantire un adeguato presidio, si valuti anche l’impiego dei militari nell’ambito delle possibilità previste dall’ordinamento, affinché possano fornire un supporto concreto alle attività di controllo e presidio del territorio. I militari devono poter essere utilizzati dove la loro presenza può contribuire concretamente alla sicurezza, soprattutto in contesti che richiedono un rafforzamento del controllo».

«Non è una questione di accanimento contro chi viene ospitato nelle strutture di accoglienza. È una questione di legalità e sicurezza per tutti: per i cittadini, per i residenti del quartiere, per gli operatori che lavorano nei centri e anche per gli stessi ospiti».

«Le strutture di accoglienza non possono diventare luoghi nei quali le regole vengono semplicemente affisse sui muri. I divieti devono essere conosciuti, i controlli devono essere reali e chi viola la legge deve risponderne. La presenza dello Stato deve essere concreta, visibile e costante. È questo che serve per prevenire nuovi episodi di violenza e garantire sicurezza e legalità».

Massimo Bessone

Comitato Costituente Futuro Nazionale – Alto Adige / Südtirol – Bolzano 308

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