Interrogazione: “Contributi pubblici ed agevolazioni a persone con requisiti da verificare.”

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Al Sindaco di Bressanone

-Sua Sede-

E. p. c.

Al Presidente del Consiglio Comunale

Al funzionario di Polizia a capo del commissariato di Bressanone

Al responsabile dell’unità investigativa dei Carabinieri di Bressanone

Oggetto: Interrogazione con risposta scritta ed orale, ai sensi dell’articolo tredici comma due del T.U.O.C.  “ Contributi ed agevolazioni a persone con requisiti da verificare.”

Premesso che:

Nel comune di Bressanone, al civico 14 di via Kranebitt, sulla particella edificiale 96, porzione materiali 1, vi è un maso di proprietà del dottor A.D.

Questo maso chiamato Laurinhof fu costruito nel 1935 e, benché ora non più in buone condizioni, per le vicende che vi andrò a narrare, ha una sua importanza storica essendo stato di proprietà del dottor N. D., padre dell’attuale proprietario, sindaco della città di Bressanone dal 1948 al 1952 e, alla fine degli anni settanta, stando ai racconti di chi lo possiede, teatro del primo incontro tra l’allora Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini ed il Governatore della Provincia di Bolzano Silvius Magnago.

Il dottor A.D. che a noi si è rivolto, racconta che nel 2012 è stato contattato da un assessore del comune di Bressanone per poter ospitare una famiglia in difficoltà in uno dei due appartamenti che compongono il maso, l’altro è abitato saltuariamente dal proprietario.

Allo stesso, sempre secondo il suo racconto, era stato spiegato che le istituzioni comunali e provinciali si sarebbero fatte carico del pagamento di buona parte dell’affitto e delle spese di mantenimento di questa famiglia, composta da una madre E. A., cittadina serba, e cinque figli. La stessa era stata descritta dall’assessore al proprietario come famiglia modello, alla perenne ricerca di una casa, visto l’alto numero di persone che la componevano.

Il dottor D. accetta e pattuisce una determinata cifra per l’affitto, somma in buona parte versata dal distretto sociale ed in parte promessa da E. A., ma mai versata dalla donna. La stessa, racconta l’avvocato, è inoltre beneficiaria dall’ente provinciale di un ulteriore contributo per spese di mantenimento della famiglia e di un sesto figlio I.I. di 29 anni, che per i contributi risulta essere domiciliato a Bressanone, ma in realtà vive in Austria, ed è stato in loco solo il tempo delle verifiche formali per l’ottenimento dell’aiuto economico.

Il D., fidandosi del rappresentante del comune di Bressanone, decide di aiutare queste persone e in data 01.10.2012  la famiglia sopra descritta, unitamente ad un uomo che si ritiene possa essere il compagno o marito della signora E. A., si stabilisce presso il maso Laurinhof.

Non passa molto però che il proprietario della casa, insospettito dai comportamenti dei soggetti, dal loro alto tenore di vita, dal parco macchine e soprattutto dal continuo sopraggiungere, anche nelle ore notturne, delle forze dell’ordine, decide di informarsi meglio sulle persone che ospita e viene a sapere che la signora in questione ha dei precedenti penali e risulta essere detenuta agli arresti domiciliari per una condanna risalente all’anno precedente.

In effetti, basta documentarsi su internet per trovare con facilità articoli di giornale, con prove filmate dalle forze dell’ordine, che riferiscono di almeno sedici furti compiuti dalla signora a danno di terzi e della pubblica amministrazione. (Allegato A)

La convivenza con i soggetti non è buona, tra le altre cose, la parte d’affitto a carico della signora non viene pagata, iniziano a mancare oggetti e beni dall’appartamento del dottor A.D., che riferisce anche della sparizione di un libretto di risparmio al portatore di 372€ .

Alla scadenza naturale del contrattato di locazione il proprietario promuove dunque un intimazione di sfratto dinnanzi al tribunale di Bolzano.

I soggetti non solo non lasciano l’appartamento, ma approfittano dell’assenza del dottor A.D., sempre dai suoi racconti, per prendere possesso anche dell’appartamento dello stesso cambiando addirittura le serrature delle porte, impedendo così al proprietario di accedere alla casa.

Quando lo stesso prova ad entrare nella sua proprietà, con l’aiuto di un fabbro, viene attaccato e malmenato dal convivente della donna e finisce all’ospedale. Di questo esistono denunce e querele presso Carabinieri e Polizia. (Atto di denuncia – querela – Allegato B e C)

L’uomo racconta di vedersi costretto dunque a vivere, a sue spese, presso un vicino albergo per la paura di ritornare a casa, anche su consiglio dei Carabinieri, vista la pericolosità dei soggetti.

Da sottolineare inoltre che una delibera dell’IPES datata 19.03.2013 (Allegato D), dichiara l’appartamento occupato dalla famiglia in questione come non abitabile.

Si INTERROGANO dunque

il signor Sindaco

e/o l’Assessore competente

sui seguenti punti:

  1. Se quello che dichiara l’avvocato A.D. è vero, perché è stato consigliato, da parte di un amministratore del comune di Bressanone, ad un cittadino di affittare un appartamento ad una famiglia con questi trascorsi senza prima informare lo stesso delle problematiche e delle pendenze penali dei soggetti?
  2. Diversamente, nel caso l’assessore non fosse stato al corrente della situazione, perché consigliare  e farsi garante di persone che non conosceva?
  3. L’attuale amministrazione comunale è a conoscenza di questo caso?
  4. Quante e quali persone risiedono nello stabile in oggetto? Indicare, se è possibile, i loro nomi e cognomi.
  5. Chi paga affitto e contributi a questa famiglia e a quanto ammontano gli aiuti in denaro da parte di una qualsiasi istituzione comunale o provinciale a questi soggetti?
  6. A fronte di numerose famiglie in difficoltà perché aiutare, anche economicamente, persone con precedenti penali per reati contro la pubblica amministrazione?
  7. Non né possibile fissare dei vincoli che neghino aiuti pubblici a persone con dei precedenti penali di questa natura?
  8. Se questi soggetti non provengono da nessuna guerra, dopo anni di permanenza non si sono integrati e se è vero che tengono questi comportamenti, che senso ha farli risiedere nel nostro comune?
  9. Chi deve rimborsare le spese sostenute per l’albergo dall’avvocato A.D.?
  10. Se l’IPES dichiara che l’appartamento non è abitabile, perché queste persone ci vivono? Chiedo, cortesemente, che la Polizia Municipale e l’ufficio tecnico, facciano un sopralluogo per verificare lo stato di agibilità e sicurezza, anche in caso d’incendio, dello stabile.
  11. Nel caso l’appartamento fosse dichiarato inagibile, come intende comportarsi l’amministrazione comunale?
  12. A quanto ammontano i contributi comunali e di altre istituzioni pubbliche per questa famiglia?
  13. Nel nostro comune esistono casi analoghi di persone con precedenti penali che vengono aiutate con contributi comunali o provinciali?
  14. Esistono nel nostro comune, se quello che dichiara il dottor A.D. corrisponde al vero, altri casi, oltre a questo, di occupazione abusiva di case o appartamenti?

N. B. Si chiede di rispondere a tutte le domande punto per punto.

 

Distinti saluti e grazie.

Massimo Bessone

Consigliere Comunale Lega Nord di Bressanone

Bressanone, 15 maggio 2017

Presto online anche gli allegati.

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