Massimo Bessone

Assessore all'Edilizia pubblica, Patrimonio, Libro fondiario e Catasto

Politica

Maniaco sessuale, recidivo, importuna donna sulla tratta ferroviaria Bressanone – Bolzano, mentre la Polizia è comandata altrove.

Qualche giorno fa, e non è il primo di questi episodi, un uomo ha preso di mira, con pesanti molestie sessuali, una donna sulla tratta ferroviaria Bressanone – Bolzano.
Molte ragazze, non solo della nostra provincia, vanno e vengono giornalmente in treno da e per Bressanone, ove ha sede la facoltà di scienze della formazione dell’Università di Bolzano. Ovviamente questo pendolarismo espone le giovani donne al pericolo di incontrare malintenzionati, ed i viaggi possono diventare dei veri e propri incubi. Spesso, è inutile nasconderlo, i molestatori sono cittadini stranieri, il che li rende ancor più difficili da imputare, a causa dell’entropia che regna sovrana nella giustizia italiana. Nella nostra penisola, tra depenalizzazioni di reati e ridicoli fogli di via consegnati a clandestini e persone straniere che si macchiano di illeciti, sempre accartocciati e gettati per terra, chi delinque non viene quasi mai punito a dovere e spesso, come nel caso della ragazza che ha subito violenza sul treno, la vittima si ritrova più volte a dover incontrare il maniaco. Non è la prima volta infatti, che la stessa persona, un Marocchino, non da molto nel nostro Paese, si macchia di reati a sfondo sessuale. La cosa più grave è che la ragazza, come spesso accade, non ha sporto denuncia alle forze dell’ordine per la paura di peggiorare la situazione, vista, come appena sottolineato, la negligenza della giustizia in Italia. Queste persone andrebbero punite in maniera severa e la pena dovrebbe essere esemplare per fungere da deterrente a chi delinque. Se a macchiarsi di reati sono cittadini stranieri, dovrebbero essere immediatamente espulsi dal nostro Paese. Purtroppo così non è, e la sensazione di impunibilità da a certi personaggi tranquillità nell’agire ed una triste sensazione di paura e impotenza nei cittadini. Anche il personale viaggiante delle ferrovie non solo non si permette più di controllare il biglietto a determinati soggetti, ma evita di correggere anche talune infrazioni per la paura di ritorsioni o dell’alibi del razzismo con cui queste persone si fanno ingiustamente scudo.
A peggiorare di molto la situazione sui treni altoatesini è la politica scelta dall’ex ministro degli interni Angelino Alfano, che da qualche anno ha tolto dalle stazioni ferroviarie di Fortezza e Bressanone e dai treni diretti a sud la Polizia Ferroviaria per impiegarla tutta a far scendere i clandestini dai treni, che dall’Italia viaggiano verso l’Austria. Facendo sì che sui treni in ingresso, diretti a sud, possa entrare chiunque senza controlli e delinquere quasi indisturbato. Ricordo inoltre che sulla tratta Brennero – Innsbruck sono avvenuti già alcuni stupri di ragazze che alla sera rientravano nella capoluogo del Tirolo. Colpe dunque da non cercare in Alto Adige, ma io stesso invito non solo queste donne, ma qualsiasi cittadino a non desistere di denunciare chi si macchia di reati, e Polizia e Mass Media, di infischiarsene delle imposizioni dall’alto e rendere noti gli episodi di delinquenza, anche di stranieri, in modo da non esserne complici e di aiutare i cittadini a fare prevenzione.

Massimo Bessone

Consigliere Comunale della Lega Nord di Bressanone
Coordinatore Lega Nord Valli Isarco e Pusteria

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