Massimo Bessone

Ex Assessore provinciale all'Edilizia pubblica, Patrimonio, Libro fondiario e Catasto

Politica

Intervista al TG della TV di Stato Russa – Rossija 1L’Alto Adige – Südtirol, un esempio di convivenza per il Donbas?

Massimo Bessone: «I fatti e la mia visione sulla convivenza in Alto Adige. La politica sia un aiuto tra i gruppi linguistici, non una barriera»

BOLZANO – Considerata l’attenzione mediatica e le diverse interpretazioni circolate in questi giorni a seguito della messa in onda del servizio della televisione pubblica russa, intendo raccontare direttamente e in prima persona come si sono svolti i fatti e quali posizioni ho espresso, affinché chiunque voglia scriverne o parlarne lo faccia basandosi sulla realtà e non su proprie ricostruzioni.

Sono stato contattato da Asya Emelyanova, corrispondente in Italia di Rossija 1 — il canale della TV di Stato più seguito in Russia — per esprimere la mia visione sull’esperienza dell’Alto Adige / Südtirol e capire se il nostro modello di autonomia e convivenza possa rappresentare un punto di riferimento applicabile anche in contesti come il Donbas.

Ho accolto questo invito con grande orgoglio ed entusiasmo. La giornalista ha cercato il mio contributo per la mia storia politica — come ex consigliere provinciale, ex assessore regionale e oggi referente del comitato costituente di Bolzano di Futuro Nazionale — ma soprattutto perché rappresento un’identità forte e capace di unire. Sono sempre stato fiero di essere italiano, ma alla stessa stregua sono orgoglioso di aver sempre vissuto in Südtirol: questa nostra realtà è uno straordinario incontro e una mescolanza di culture differenti che fa un gran bene e che abbiamo il dovere di coltivare quotidianamente.

Nel corso dell’intervista ho ribadito che la politica deve essere uno strumento di aiuto e facilitazione per la convivenza tra i tre gruppi linguistici (italiano, tedesco e ladino), non una barriera per dividere. Ho portato la mia testimonianza a favore dell’Alto Adige con orgoglio, evidenziando i valori e i successi del nostro modello, ma con la consueta trasparenza non ho taciuto sulle criticità e i “contro” che purtroppo, nonostante gli sforzi e l’impegno costante portato avanti negli anni, continuano ancora a persistere:

  • I paletti del passato e i paradossi di oggi: Ho ricordato un episodio personale di quando ero bambino negli anni Settanta: mia mamma voleva iscrivermi alla scuola dell’infanzia tedesca a Vipiteno, ma le fu risposto di no con la scusa che un solo bambino italiano in mezzo a 19 bambini tedeschi avrebbe “rallentato” il gruppo. Una scusa evidente, che fa sorridere se confrontata con la realtà odierna, dove nelle classi delle scuole dell’infanzia ed elementari ci troviamo spesso con 17 bambini di 17 etnie e provenienze diverse e solo tre autoctoni.
  • La ricreazione separata: Alle elementari, nello stesso cortile, i bambini italiani e tedeschi facevano ricreazione in orari separati. Una prassi triste che, incredibilmente, a quarant’anni di distanza continua a esistere in molte realtà e che ritengo un’occasione persa. I pregiudizi si abbattono giocando insieme fin da piccoli.
  • L’esempio della Chiesa e delle Istituzioni: Se posso comprendere che una certa parte politica cerchi di dividere le comunità per crearsi e conservare il proprio bacino elettorale, trovo paradossale che persino la Chiesa continui a celebrare messe separate in italiano e in tedesco. Sarebbe invece un bellissimo segnale di unione celebrare funzioni bilingui, alternando le preghiere nelle due lingue per far pregare e stare le persone insieme.
  • La convivenza reale è possibile: Ho portato l’esperienza di mio figlio, che a due anni parlava già italiano con me e tedesco con la madre, senza nemmeno percepire barriere linguistiche. Questa è la dimostrazione concreta che identità e lingue diverse convivono naturalmente se le si lascia libere di farlo.

A dimostrazione di un servizio completo e articolato, la troupe ha poi ascoltato anche Sven Knoll, che ha espresso una posizione diametralmente opposta e critica verso questo modello. Il confronto tra visioni differenti è la base della democrazia, purché fondato sul rispetto.

«Sono estremamente fiero di essere stato scelto e di aver portato la mia testimonianza a favore della nostra terra su un palcoscenico televisivo internazionale così importante,» dichiara Massimo Bessone. «Mi sono sempre dato da fare per la convivenza e continuerò a farlo. Si può essere fieri della propria italianità e al tempo stesso profondamente legati al Südtirol: le lingue e le diverse identità sono una ricchezza straordinaria quando uniscono le persone, mai quando diventano muri per separarle.»

Massimo Bessone

Ex Assessore provinciale e Consigliere regionale

Referente del Comitato Costituente di Futuro nazionale a Bolzano 308

Link all’intervista:
https://youtu.be/27TPB42fcJw?si=z6lQRQHR1aSDEmCc

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