Massimo Bessone

Ex Assessore provinciale all'Edilizia pubblica, Patrimonio, Libro fondiario e Catasto

Politica

Vannacci se ne va e Salvini parla di mancata lealtà. Quale lealtà? Quella che la Lega ha riservato agli elettori e ai militanti altoatesini?

Leggo le dichiarazioni del segretario nazionale Matteo Salvini sull’uscita di Roberto Vannacci dalla Lega, con parole dure su lealtà, riconoscenza e tradimento. Sono affermazioni pesanti, che dovrebbero basarsi su coerenza e memoria dei fatti. Guardando però a quanto accaduto in Alto Adige negli ultimi anni, il quadro racconta tutt’altra storia.

Parlo da militante storico della Lega dal 2008 al 2024 e da amministratore che ha ricoperto incarichi comunali, provinciali e regionali. Parlo da chi ha lavorato con risultati concreti e consenso popolare. E parlo da chi ha lasciato il partito dopo numerose ingiustizie politiche e personali.

Per chi non segue quotidianamente le dinamiche interne, va ricordato un passaggio fondamentale: la Lega oggi non può lamentare il “tradimento” di Vannacci quando, altre occasioni ha fatto lo stesso. Alle elezioni provinciali del 2023 in Alto Adige, ad esempio, ha fatto la stessa cosa con il proprio territorio. Chi ha tradito gli elettori, i leghisti, quelli veri, quelli che per decenni hanno lavorato, mossi dall’amore per il partito, per gli ideali, per mettere a capo della lista delle provinciali – Christian Bianchi – una persona che non ha mai militato un giorno nella Lega?

Non è mia intenzione giudicare Bianchi, perché ha fatto quello che gli hanno permesso di fare, rimane però il fatto che nemmeno un anno dopo, un po’ come Vannacci, ma come era ovvio sin da subito a tutti, meno che ai vertici della Lega, ha abbandonato il partito rimanendo però in Giunta Provinciale come assessore.

Insomma, la “lealtà e la correttezza” della Lega verso elettori e militanti sono stai ripagati con un passaggio da quattro a zero seggi in maggioranza provinciale da una legislatura all’altra.

In Alto Adige la Lega non è stata tradita: è stata smantellata dall’interno.

Dopo essere entrata per la prima volta nella maggioranza provinciale grazie al lavoro della classe dirigente locale e dei militanti storici, la struttura è stata progressivamente indebolita da commissariamenti, imposizioni esterne e decisioni calate da Milano e Roma. Sono state accantonate figure competenti e radicate sul territorio per favorire equilibri e convenienze politiche del momento.

Su questo vero e proprio suicidio politico della Lega altoatesina, la Lega nazionale ha avallato o taciuto. Nessuna difesa della squadra locale, nessuna correzione di rotta. Oggi, svuotato di chi lo aveva reso credibile e forte — amministratori, dirigenti e militanti che credevano negli ideali — il partito provinciale si ritrova ridotto e affidato a figure improvvisate e a professionisti della convenienza.

In queste ore molti militanti leghisti in tutta Italia rilanciano il motto: “La Lega si serve, della Lega non ci si serve.”È uno slogan giusto, che potrebbe anche essere richiamato nel caso Vannacci — se non fosse che negli ultimi anni troppi dirigenti hanno fatto esattamente il contrario: si sono serviti dei militanti e, quando utile, anche di personaggi discutibili ma funzionali a vincere elezioni e mantenere posizioni di potere.

La lealtà non è obbedienza cieca. La lealtà è rispetto dei patti con i militanti, con gli amministratori e con gli elettori. È tutela di chi lavora e porta risultati. È coerenza tra promesse e decisioni. In Alto Adige tutto questo è venuto meno da tempo, nel silenzio — o con il consenso — dei vertici nazionali.

Chi ha permesso queste dinamiche non può oggi ergersi a giudice morale quando qualcuno se ne va.

Prima di parlare di tradimenti altrui, sarebbe doveroso fare autocritica sui propri.

Il rispetto non si pretende: si costruisce. La lealtà non si invoca: si merita.

Massimo Bessone


Ex Assessore provinciale
Ex Consigliere regionale
Ex Commissario Lega Alto Adige

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.