Massimo Bessone

Ex Assessore provinciale all'Edilizia pubblica, Patrimonio, Libro fondiario e Catasto

Politica

Emergenza migranti a Bolzano: chi ieri manifestava contro la remigrazione, oggi non ha il diritto di lamentarsi.

Bolzano, 9 aprile 2026 – Le notizie di cronaca odierne dipingono un quadro allarmante: il pressing del Presidente Kompatscher su Roma, i vertici d’urgenza in Prefettura e il grido d’aiuto del Comune di Bolzano per le famiglie respinte dall’Austria e dalla Germania. Eppure, leggendo queste cronache, non posso fare a meno di notare un’ipocrisia politica che ha raggiunto livelli insostenibili.

Soltanto poco tempo fa, le piazze di Bolzano vedevano in prima fila i dirigenti dei Verdi e della SVP, schierati con forza contro la cosiddetta “remigrazione” e pronti a etichettare come “razzista” chiunque osasse chiedere regole certe e controllo dei confini. Oggi, quegli stessi esponenti politici, di fronte ai respingimenti messi in atto da Vienna e Berlino, si dicono “preoccupati” e chiedono aiuto al Governo nazionale.

​La coerenza non è un optional!

Non si può scendere in piazza a difendere l’accoglienza indiscriminata per poi lamentarsi quando i nodi vengono al pettine. Chi ha manifestato contro chi chiedeva rigore, chi ha difeso ideologicamente ogni ingresso e chi ha tacciato di estremismo chi sollevava dubbi sulla sostenibilità del sistema, oggi dovrebbe avere il pudore di tacere. Avete voluto la porta aperta? Avete contestato ogni politica di fermezza? Allora oggi non potete presentarvi come vittime di un’emergenza che avevate il dovere di prevedere e gestire.

​Come ho già ribadito in passato, Bolzano e l’Alto Adige non possono diventare il punto di raccolta dei respinti d’Europa. Non è una questione di razzismo, ma di buon senso e difesa del territorio. È troppo facile fare le passerelle “antirazziste” quando si tratta di guadagnare consenso mediatico, per poi scoprire che le risorse sono finite, che i posti letto non ci sono e che la sicurezza cittadina è ai minimi storici.

​Oggi leggiamo di un Kompatscher che batte cassa a Roma e di assessori comunali disperati. Ma dove erano quando si chiedeva una distribuzione equa e obbligatoria o quando si sottolineava che l’accoglienza indiscriminata è pura irresponsabilità?

​Priorità ai cittadini e alle famiglie residenti in difficoltà. ​Distinzione netta tra chi viene per lavorare onestamente e chi arriva senza prospettive o per delinquere. ​Stop alle decisioni calate dall’alto che trasformano il nostro confine in un ghetto a cielo aperto.

Chi ha partecipato alle manifestazioni contro la remigrazione e a favore dell’accoglienza senza limiti si è assunto una responsabilità politica precisa. Oggi quella contraddizione presenta il conto. Invece di chiedere aiuto al Ministro Piantedosi per rimediare ai propri errori ideologici, chiedano scusa ai cittadini altoatesini che oggi pagano il prezzo di questo degrado e di questa insicurezza.

Massimo Bessone

Referente del Comitato di Bolzano di Futuro Nazionale per L’Alto Adige

Ex Assessore provinciale e Consigliere regionale

Consigliere comunale a Vipiteno e comprensoriale Alta Valle Isarco

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