Oggi 19.03.2017, se non avete tempo di leggere i giornali, ve li riassumo io.

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– In un aeroporto di Parigi un attentatore prova a fare una strage, ma viene fermato dalla polizia. Le modalità sono sempre le stesse, quelle viste di recente anche in Germania, ma constatato che fortunatamente stavolta non è morto nessuno, ci raccontano la verità. È Islamico e non è un malato di mente autoctono. Però, è diventato islamista in carcere, quindi sempre colpa nostra!

– Renzi ha perso un referendum e si è dimesso. Invece di fare nuove elezioni, ci hanno preso in giro con un governo fantoccio. Che a comandare sia sempre lui lo hanno capito tutti, ora con le nomine delle società partecipate, tutti uomini suoi, ne abbiamo la conferma.

– A Genova Grillo ed il Movimento 5 Stelle ci dimostrano che il partito è guidato dal popolo e dalle scelte della gente, basta che votino quello che vogliono i vertici, altrimenti le elezioni vengono annullate e comunque a scegliere, per quanto la raccontino bene, è sempre Grillo.

– Mattarella a Locri incontra i figli delle vittime della mafia. Peccato che il massimo rappresentante di uno Stato che ha fatto sempre poco per debellare questa piaga, dovrebbe nascondersi e non andare a fingere tristezza. Poi Napoli la settimana scorsa ci ha insegnato che se gli amici del sud non vogliono qualcosa veramente, si organizzano per combatterla. Peccato che il nemico, il vero male, non si chiami Salvini, ma camorra, ndrangheta e mafia.

– Alfano fonda un nuovo partito. Lo stesso dichiara: “Una scelta che non ci fa virare a sinistra, che non ci fa virare a destra”, “ovunque ci sia una poltrona da occupare” aggiungo io.

– Oggi è la festa del papà. Un papà in Italia può perdere il lavoro e alle istituzioni non frega nulla, te lo possono ammazzare in casa durante una rapina e se non muore il delinquente, ormai non fa neppure più notizia, e nessuno lo tutela.
Per non offenderlo però, le istituzioni hanno deciso di chiamarlo “Genitore 1”.

Spero dunque che nessuno si offenda se faccio gli auguri a tutti i papà d’Italia e soprattutto al mio.

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